
...a suoi tempo consacrata nel 853 dal doge Pietro Tradonico.
Sede del mercato del pesce e delle erbe, anticamente nella Fondamenta della Scoazzera esisteva un ospizio per la povera gente, fondato da Maddalena Scrovegni, ricca e nobile dama di famiglia padovana.
La Pescheria in Campo Santa Margherita è una delle poche rimaste a Venezia. Attualmente ci sono solo 3 banchetti che vendono pesce, pescato prevalentemente nella laguna di Venezia ma anche nel Mar Adriatico, la cui tradizione è documentata da un’incisione su marmo risalente ai tempi della Serenissima. Essa indica le lunghezze minime concesse per la vendita del pesce. Tale documento scolpito ci dà l'idea di quanto anticamente fosse tenuta in considerazione la preservazione delle specie ittiche all'interno della laguna di Venezia, emanando con lungimiranza delle proibizioni alla vendita dei pesci più piccoli.
Il campo fu ridotto nell'attuale forma nella seconda metà dell'800 quando furono interrati molti rii che vi confluivano; su uno di questi si affacciava la scuola dei Varoteri, ovvero i conciatori di pelli, oggi edificio isolato al centro della piazza.
A tutt’oggi la sua vicinanza con la sede dell’Università Cà Foscari e alla stazione fanno di questo campo un luogo di aggregazione per giovani e vecchi, in cui respirare un po’ di vera atmosfera veneziana e, perché no, goliardica nel periodo delle lauree (è infatti uso comune festeggiare la laurea con la lettura di un papiro, durante la quale il neolaureato è bersagliato da continui scherzi da parte degli amici).


