
...mietere vittime, il Senato della Repubblica decise di affidarsi all’aiuto divino commissionando la costruzione di un nuovo imponente edificio religioso che entrerà in scenda qualche tempo dopo per festeggiare la fine della peste con una processione che raggiunge la chiesa attraverso un ponte di barche, tradizione che dura ancora oggi (ogni terza domenica di Luglio).
Collocata nell’isola della Giudecca, già Sestriere di Dorsoduro, l’edificio fu destinato ai Frati Cappuccini che ne determinarono il progetto e i materiali per la costruzione (venne infatti evitato l’uso del marmo). Il suo interno fu definito dal Palladio, il quale fuse la navata centrale, le cappelle laterali, la cella trifora ed il coro, creando una raffinata armonia.
Esternamente la facciata comprende più fronti classici a varie scale (soluzione più volte adottata da Palladio), sovrapposti sullo stesso piano. Ciò risolve il rapporto tra l’alta navata centrale e le cappelle laterali più basse.
L’edificio è strettamente collegato con la festa del Redentore che si tiene ogni anno nella città lagunare. I veneziani e non solo si radunano nel bacino di San marco ove è tradizione cenare in barca o lungo le Fondamenta che si affacciano sull’acqua. Alla fine della giornata si tiene un meraviglioso spettacolo pirotecnico visibile da tutta la città e dalla terraferma, a cui segue il giorno successivo una regata con le imbarcazioni tradizionali della città.


